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	<title>BeInNewYork &#124; Vivere a New York: consigli, opinioni, lavoro e Green card</title>
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	<description>Il blog di chi vive o vuole vivere a New York: guida della città, consigli, lavoro, locali, divertimento e come ottenere la Green card.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Nov 2011 19:06:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La ristorazione milanese protagonista nella Grande Mela</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 19:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani a NY]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
		<category><![CDATA[Identità Golose]]></category>
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		<description><![CDATA[La celebre cucina di Milano protagonista nella Grande Mela, grazie a Identità New York, ovvero la declinazione americana di Identità Golose. L’appuntamento con il gusto dopo aver fatto tappa lo scorso 18 ottobre a Londra sbarca nel cuore di Manhattan a Eataly dal 31 ottobre al 1 novembre. Sarà infatti lo chef Carlo Cracco a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1591" src="http://beinnewyork.it/files/2011/11/Identit%C3%A0-New-York.jpg" alt="La ristorazione milanese protagonista nella Grande Mela" width="500" height="300" /></p>
<p><em><strong>La celebre cucina di Milano protagonista nella Grande Mela, grazie a Identità New York, ovvero la declinazione americana di Identità Golose.</strong></em></p>
<p>L’appuntamento con il gusto dopo aver fatto tappa lo scorso 18 ottobre a Londra sbarca nel cuore di <strong>Manhattan</strong> a Eataly dal 31 ottobre al 1 novembre. Sarà infatti lo chef <strong>Carlo Cracco</strong> a rappresentare il capoluogo lombardo alla seconda edizione della manifestazione, che quest’anno gode del patrocinio e del contributo del Comune di Milano.</p>
<p><span id="more-1590"></span>“<em>Il successo di pubblico fatto registrare prima a <strong>Londra</strong> ora a<strong> New York</strong>, dimostra il crescente interesse a scoprire <strong>Milano</strong> anche attraverso la sua lunga tradizione gastronomica poiché il cibo è cultura, conoscenza</em>”, così ha dichiarato l’assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale <strong>Franco D’Alfonso</strong>. “<strong>Quella di oggi</strong> – ha concluso D’Alfonso – <em>è un’importante occasione di incontro e confronto nel segno della<strong> cultura del gusto</strong>, utile a sostenere la promozione internazionale di Milano in vista di<strong> Expo 2015</strong> che proprio sul tema dell’alimentazione di qualità trova il proprio asset portante</em>”.</p>
<p>A incontrare gli amanti del gusto d’oltre oceano saranno sei autorevoli chef: <strong>Massimo Bottura</strong>, <strong>Moreno Cedroni</strong>, <strong>Gennaro Esposito</strong>, <strong>Davide Scabin</strong>, <strong>Emanuele Scarello</strong> e lo stesso <strong>Carlo Cracco</strong>. Si tratta di sei protagonisti della cucina italiana contemporanea che interagiranno con altrettanti chef a stelle e strisce in un’emozionante sfida ai fornelli in un <strong>tributo al gusto tutto italiano</strong>.</p>
<p>Identità New York è un’occasione per ribadire l’ampia varietà gastronomica del nostro Paese e di Milano attraverso sei esclusive<strong> lezioni di cucina</strong> che proporranno piatti della tradizione rielaborati in chiave moderna dalla creatività e dalla passione degli chef. Un vero e proprio happening dedicato alla grande cucina e all’eccellenza dei prodotti <strong>made in Italy</strong>.</p>
<p>Fonte immagine: Identitagolose.it</p>
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		<title>Cities of New York, la mostra omaggio alla grande mela</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 18:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[news italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cities of New York]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Una mostra in omaggio a New York nel 10° anniversario dell’attacco alle Twin Towers: dall&#8217;11 settembre al 9 ottobre al Museo della Centrale Montemartini. Sono passati dieci anni dall’attacco alle Twin Towers e anche quest’anno Roma ricorda i tragici avvenimenti dell’11 settembre 2001 ospitando The September Concert, manifestazione musicale promossa dalla Compagnia per la Musica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-1583" src="http://beinnewyork.it/files/2011/09/Moreno-Gentili-994x1024.jpg" alt="Cities of New York" width="466" height="480" /></p>
<p><em><strong>Una mostra in omaggio a New York nel 10° anniversario dell’attacco alle Twin Towers: dall&#8217;11 settembre al 9 ottobre al Museo della Centrale Montemartini.</strong></em></p>
<p>Sono passati<strong> dieci anni dall’attacco alle Twin Towers</strong> e anche quest’anno Roma ricorda i tragici avvenimenti dell’<strong>11 settembre 2001</strong> ospitando<strong> The September Concert</strong>, manifestazione musicale promossa dalla Compagnia per la Musica in Roma e la <strong>Mostra Cities of New York</strong>.</p>
<p><span id="more-1582"></span>L’esposizione si snoda in un <strong>percorso di grande impatto emotiv</strong>o con le immagini scattate in quella data apocalittica ma si stempera e si arricchisce con le molteplici visioni di New York interpretate da molti artisti della contemporaneità. <strong>New York si rivela fonte d’ispirazione inesauribile</strong> e si riflette in un caleidoscopio di linguaggi espressivi differenti, stimolando una profonda riflessione sui vari aspetti della vasta metropoli americana.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-1585" src="http://beinnewyork.it/files/2011/09/Franco-Fontana-1024x690.jpg" alt="" width="550" height="370" /></p>
<p>Scorrono le fotografie icone di quel giorno drammatico nel centro di Manhattan, firmate dal grande <strong>fotografo newyorkese Allan Tannenbaum</strong>, i disegni ispirati a <strong>Ground Zero</strong> dell’artista americana <strong>Susan Crile</strong>, le foto di backstage e il video del <strong>film Rebirth</strong>, realizzato in partnership di CBS Entertainment e con la colonna sonora di <strong>Philip Glass</strong>, già presentato al <strong>Sundance Festival</strong> e accolto dal pubblico con una standing ovation (Roma ospiterà la Prima Italiana la sera del 12 settembre all’Auditorium Parco della Musica). Un altro americano, <strong>Michael Ackerman</strong>, raccoglie nell’intima preziosità di una <strong>sequenza in Polaroid</strong> i volti delle vittime dell’11 settembre.</p>
<p><strong>Gabriele Basilico</strong> restituisce l’immenso spazio urbano della Grande Mela, inciso nel suo inconfondibile skyline.<br />
<strong>Luciano Bobba</strong> trasforma New York in un osservatorio ideale per cogliere gli scenari di vita e crea attraverso le insegne pubblicitarie, un gioco di quinte sovrapposte.<br />
<strong>Angelo Bucarelli</strong> scolpisce nella sua installazione una grande scatola della memoria, un viaggio evocativo con tanti oggetti di uso comune che hanno popolato le Torri quando erano piene di vita.<br />
<strong>Giusy Caltagirone</strong> insegue con la sua fotografia l’incanto della musica che circola come un vortice nella città americana.<br />
<strong>Gabriele Croppi</strong> sospende in un silenzio irreale una delle città più rumorose del mondo e carica di narrazione e di poetica metafisica i suoi bianchi e neri profondi e contrastati.<br />
<strong>Olimpia Ferrari</strong> filtra le sue memorie e i suoi sentimenti nella sacralità delle chiese newyorkesi.<br />
La luce americana di <strong>Franco Fontana</strong> penetra nel paesaggio urbano ed esalta con il gioco di luci e di ombre il teatro di strada del vivere quotidiano.<br />
<strong>Maurizio Galimberti</strong> scompone e ricompone nei suoi mosaici la verticalità dei palazzi e dei grattacieli alzando lo sguardo sempre di più verso il cielo.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-1584" src="http://beinnewyork.it/files/2011/09/Maurizio-Galimberti-712x1024.jpg" alt="" width="327" height="469" /><br />
<strong>Moreno Gentili</strong> spiazza la mente e il cuore con la sua rivisitazione newyorkese e focalizza lo sguardo sulla sua potentissima immagine, Twin Towers, New York, 2001, scattata prima del maledetto 11 settembre con le ombre delle Torri gemelle che si proiettano sulla città.<br />
E <strong>Jay One</strong>,esponente di graffiti art, traccia nel 2001 con il suo stile fumettistico, il profilo di una città underground, regno assoluto di ritmi Hip-Hop e di scritte murali e lo assembla in un video, ritmato dal mixage di Jr Ewing, DJ e dalla direzione artistica di Alexandre Tayack di Soleil Noir .<br />
E infine in esposizione anche immagini tratte da un libro “<strong>New York. Born back into the Past</strong>” scatti fugaci in bianco e nero di una New York evanescente e intrigante, aperta a riflessioni di speranza.</p>
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		<title>New York City, battuta da Il Cairo, sul podio come città più nottambula al mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 14:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati & Statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[New York “umiliata”, Big Mango (Il Cairo) fa sembrare la Grande Mela, la Bella Addormentata. Il Cairo è la città “più nottambula” al mondo; New York City, “la città che non dorme mai”, solo al 32esimo posto, secondo uno studio. Il Cairo, capitale egiziana, viene nominata oggi come la “città più nottambula al mondo” da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1578" src="http://beinnewyork.it/files/2011/07/New-York-notte1.jpg" alt="" width="550" height="367" /></p>
<p><em><strong>New York “umiliata”, Big Mango (Il Cairo) fa sembrare la Grande Mela, la Bella Addormentata. Il Cairo è la città “più nottambula” al mondo; New York City, “la città che non dorme mai”, solo al 32esimo posto, secondo uno studio.</strong></em></p>
<p><strong>Il Cairo,</strong> capitale egiziana, viene nominata oggi come la “<strong>città più nottambula al mondo</strong>” da uno studio realizzato sulle metropoli mondiali. New York, famosa come “la città che non dorme mai”, si piazza solo al <strong>32esimo posto</strong>, dopo <strong>Londra</strong>, <strong>Parigi</strong>, <strong>Roma</strong> e ben dopo altre città. La prima classifica globale sulle città “più nottambule” è basata sull&#8217;analisi di 120milioni di conversazioni realizzate in due mesi su Badoo, noto Social Network per incontrare nuove persone.</p>
<p><span id="more-1576"></span></p>
<p>Lo studio, rivela che il picco di conversazioni a<strong> Il Cairo</strong> è attorno all&#8217;1 del mattino, tre ore più tardi rispetto a New York.<em> “I nostri dati suggeriscono che i newyorkesi vanno a letto all&#8217;ora in cui i cittadini de Il Cairo si stanno stanno preparando per uscire”,</em> dichiara Lloyd Price, Direttore Marketing di Badoo. “<em>Questo conferma la paura di coloro i quali dichiarano che New York, una volta regina della notte, sia ora divenuta una città sterile ed assonnata.”</em></p>
<p><strong>Malaga</strong> si rivela la città europea più nottambula, mentre <strong>Madrid</strong> (6a nella classifica globale) è la capitale più viva, prima di <strong>Bruxelles</strong> (11esima), <strong>Istanbul</strong> (12esima), <strong>Belgrado</strong> (14esima) e Lisbona (15esima). <strong>Londra</strong> batte Parigi ma si classifica solo 17esima nella classifica generale. <strong>Parigi</strong> al 18esimo posto, <strong>Roma</strong> 27esimo e <strong>Mosca</strong> 31esimo.</p>
<p>Il Cairo batte <strong>Montevideo</strong>, capitale dell&#8217;<strong>Uruguay</strong>, in seconda posizione mondiale. <strong>Beirut</strong>, capitale del Libano, si piazza in terza posizione e Malaga in quarta. Le città spagnole sono ben 6 nella top 10! Come Il Cairo e Londra, quasi tutte le città della top 20 registrano maggiori attività online durante la notte (dalle 7 di sera alle 7 del mattino) che di giorno.<strong> New York</strong> è l&#8217;unica città che rivela il contrario.</p>
<p>Mentre Il Cairo può vantare della vita notturna, specialmente in aree come <strong>Zamalek</strong>, lo status de Il Cairo come vera città che non dorme mai non è totalmente una festa. Il fatto è che molti cittadini de Il Cairo dormono infatti meno di quello che dovrebbero.<em> “Alcuni studi stimano che circa 5 milioni di persone a Il Cairo, circa un terzo della popolazione, soffra di <strong>disturbi del sonno</strong>”,</em> ha dichiarato Jailan Zayan, giornalista e autore del libro – Culture Smart!: The Essential Guide to Customs and Culture. <em>“I problemi del sonno provengono da diversi fattori quali lo stress, la disoccupazione e il noto livello di rumore, altissimo a Il Cairo.”</em></p>
<p>Se molti dei cittadini de Il Cairo avrebbero bisogno di più ore di sonno, un&#8217;altra conclusione dello studio è che la Grande Mela dovrebbe rivedere la propria immagine di città che non dorme mai. <em>“New York è diventata così <strong>imborghesita</strong> e Disneyana e le comunità locali hanno assunto così tanto potere che la vita notturna ha avuto un taglio netto a favore della quiete di ricchi cittadini, più importanti economicamente rispetto ai turisti”,</em> ha dichiarato Michael Musto, opinionista del<strong> Village Voice,</strong> il settimanale più influente della città.</p>
<p>È arrivato quindi il momento, per New York, di svegliarsi e cambiare? Dalla “<strong>Grande Mela</strong>” alla “<strong>Bella Addormentata</strong>” forse?</p>
<p>Fonte immagine: world-wallpaper.com</p>
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		<title>LA 3° Edizione di Hit Week: il più grande festival di musica italiana in America</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 15:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Chinchilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cantanti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Hit Week]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cast d’eccezione e un contest (dal 29 giugno al 10 settembre) che porterà due band italiane esordienti negli States Subsonica, Caparezza, Nicola Conte, Casino Royale, Apres La Classe ed Erica Mou sono i primi artisti confermati che parteciperanno alla 3^ edizione di HIT WEEK, il più grande festival di musica italiana in America, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1570" src="http://beinnewyork.it/files/2011/06/logo-hit-week.gif" alt="Hit Week" width="265" height="120" /></p>
<p><em><strong>Un cast d’eccezione e un contest (dal 29 giugno al 10 settembre) che porterà due band italiane esordienti negli States</strong></em></p>
<p>Subsonica, Caparezza, Nicola Conte, Casino Royale, Apres La Classe ed Erica Mou sono i primi artisti confermati che parteciperanno alla 3^ edizione di HIT WEEK, il più grande festival di musica italiana in America, che si svolgerà dal 9 al 16 ottobre tra <strong>New York</strong>, Los Angeles e, per la prima volta, Miami.</p>
<p><span id="more-1566"></span>Hit Week è il festival che esporta la musica italiana all’estero con i concerti dal vivo di importanti artisti italiani. Inoltre, dopo il successo dello scorso anno che ha visto la partecipazione di <strong>quasi mille artisti esordienti</strong>, torna l’iniziativa promossa dal Ministro della Gioventù che, attraverso un contest, porterà due band e/o artisti esordienti ad esibirsi negli States nel corso del Festival (nelle tappe di New York e di Los Angeles).</p>
<p>L’evento live di lancio del contest è previsto non a caso a Torino, prima capitale d’Italia, il 17 Luglio nell’ambito del Colonia Sonora Festival dove protagonisti saranno, i due gruppi esordienti vincitori del contest di Hit Week del 2010.</p>
<p>Per partecipare al contest 2011 tutti gli artisti e band, che non hanno superato i 35 anni d’età, dovranno caricare, dal 29 giugno al 10 settembre, i loro brani su un’applicazione You Tube (audio o video) ad hoc sviluppata e raggiungibile dal <a title="Hit Week" href="http://www.hitweek.it" target="_blank">sito</a></p>
<p>Il 12 settembre verranno selezionati gli otto finalisti: quattro scelti da una giuria tecnica e quattro tra chi avrà ottenuto il maggior numero di visualizzazioni su You Tube. Gli otto selezionati suoneranno il <strong>17 settembre a Lecce.</strong></p>
<p>Il 24 settembre verranno scelti i quattro finalisti che si esibiranno nell’evento finale previsto il 28 settembre all’Alcatraz di Milano che porterà i due vincitori ad esibirsi nelle tappe di New York e di Los Angeles di Hit Week 2011 e nella più importante compilation italiana “Hit Mania 2012” (in uscita a Natale).</p>
<p>Il road movie di Hit Week si trasformerà in un’avventura televisiva in 5 puntate in onda, tra dicembre e gennaio, su Deejay Tv.</p>
<p>Fonte immagine: hitweek.it</p>
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		<title>The Imagine More Roadshow lanciato a Manhattan</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 18:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Art]]></category>
		<category><![CDATA[Imagine More]]></category>
		<category><![CDATA[Manhattan]]></category>
		<category><![CDATA[Manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[Roadshow]]></category>

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		<description><![CDATA[Manfrotto lancia a New York il concorso internazionale che definirà il primo Manifesto mondiale sull’Immaginazione È stato ufficialmente aperto ieri sera, all’interno dell’esclusiva cornice dello Skylight Gallery Space di SoHo (Manhattan) e alla presenza di oltre 500 ospiti illustri del jet set mondiale, l’Imagine More Contest, il concorso internazionale ideato da Manfrotto per redigere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1561" src="http://beinnewyork.it/files/2011/05/Mandrotto.jpg" alt="The Imagine More Roadshow lanciato a Manhattan" width="550" height="373" /></p>
<p><em><strong>Manfrotto lancia a New York il concorso internazionale che definirà il primo Manifesto mondiale sull’Immaginazione</strong></em></p>
<p>È stato ufficialmente aperto ieri sera, all’interno dell’esclusiva cornice dello <strong>Skylight Gallery Space di SoHo</strong> (Manhattan) e alla presenza di oltre 500 ospiti illustri del jet set mondiale, l’<strong>Imagine More Contest</strong>, il <strong>concorso internazionale</strong> ideato da Manfrotto per redigere il primo Manifesto mondiale sull’Immaginazione che porterà i vincitori sul <strong>red carpet</strong> del <strong>Festival del Cinema di Venezia</strong>.</p>
<p><span id="more-1560"></span>Special guest del party di lancio e primi ambassadors dell’iniziativa, cinque celebrities di spicco internazionale, talents appartenenti a diversi settori e per i quali l’<strong>immaginazione </strong>è l’ingrediente fondamentale del proprio successo: il rinomato artista visivo e opinion leader <strong>Chase Jarvis</strong>, lo chef internazionale e co proprietario del Red Rooster Harlem <strong>Marcus Samuelsson</strong>, il noto consulente creativo di Barneys New York<strong> Simon Doonan</strong>, la celebre Dj <strong>Mia Moretti</strong> e l’attrice italiana <strong>Violante Placido</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1562" src="http://beinnewyork.it/files/2011/05/Manfrotto.jpg" alt="The Imagine More Roadshow lanciato a Manhattan" width="550" height="366" /></p>
<p>Manfrotto si fa così promotore di un’iniziativa basata su un <strong>processo di co-creazione</strong> che coinvolge gli utenti di tutto il mondo: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Cina e Hong Kong. Tutto il popolo della rete, i cosiddetti “<strong>social recorder</strong>”, è invitato a condividere sulle piattaforme virtuali la propria interpretazione di immaginazione, attraverso pensieri e immagini.</p>
<p>L’iniziativa, infatti, <strong>live da poche ore</strong> sul sito Manfrottoimaginemore.com, è integrata con i principali<strong> social network</strong>: <strong>Twitter </strong>e <strong>Facebook </strong>per la parte testuale, <strong>Facebook </strong>e <strong>Flickr </strong>per la parte iconografica. L’iniziativa correrà sulla rete e si concluderà a <strong>Venezia </strong>all’inizio di settembre in occasione del prossimo <strong>Festival del Cinema</strong>.</p>
<p>La prima parte del concorso si basa su <strong>tweet </strong>e mira a <strong>definire</strong>, entro il prossimo 31 maggio,<strong> i dieci principi fondamentali dell’immaginazione</strong>. I cinque migliori tweet tra quelli postati dagli utenti andranno ad aggiungersi ai cinque definiti ieri sera dai talents coinvolti, completando così la parte testuale dell’<strong>Imagine More Manifesto</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1563" src="http://beinnewyork.it/files/2011/05/Manfrotto1.jpg" alt="The Imagine More Roadshow lanciato a Manhattan" width="549" height="346" /></p>
<p>La seconda parte del concorso prenderà avvio subito dopo e avrà come scopo l’<strong>interpretazione fotografica</strong> del Manifesto testuale così definito: dal 1° giugno al 15 luglio, infatti, i <strong>web addicted</strong> che alle parole preferiscono le immagini potranno esprimere e condividere la propria interpretazione caricando gli scatti migliori su Manfrottoimaginemore.com, Facebook o Flickr.</p>
<p>I vincitori delle due fasi del concorso saranno premiati con un <strong>viaggio esclusivo a Venezia</strong> durante il prossimo<strong> Festival del Cinema</strong>: qui, infatti, nell’ambito della prestigiosa rassegna cinematografica, sarà proiettato per la prima volta l’Imagine More Manifesto, il cortometraggio realizzato dal celebre fotografo e regista <strong>Bill Frakes </strong>con i contributi testuali (tweet) e fotografici vincitori dell’Imagine More Contest. Madrina della première, <strong>Violante Placido</strong>.</p>
<p>Imagine More Manifesto, un progetto di portata mondiale con cui Manfrotto si propone di <strong>stimolare e diffondere l’immaginazione</strong>, un movimento che da <strong>New York</strong> coinvolge tutto il mondo attraverso il web e i social network.</p>
<p>Nelle foto che riportiamo, alcuni momento dell&#8217;evento di presentazione dell&#8217;iniziativa.</p>
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		<title>Food &amp; The City: ecco dove mangiare gratis (o quasi) nella grande Mela</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 15:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food and Drink]]></category>
		<category><![CDATA[economici]]></category>
		<category><![CDATA[gratis]]></category>
		<category><![CDATA[locali]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Mangiare gratis a New York? Ecco la mappa dei 15 locali adatti ai buongustai più squattrinati. Il sito specializzato Eater.com svela la mappa dei 15 migliori locali della New York low cost, dove saziarsi e mangiare a volontà a suon di happy hour, consumazioni gratis e buffet. Si comincia con Rudy Bar and Grill (1), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1558" src="http://beinnewyork.it/files/2011/03/New-York-mappa-ristoranti.jpg" alt="Food &amp; The City: ecco dove mangiare gratis (o quasi) nella grande Mela" width="309" height="418" /></p>
<p><em><strong>Mangiare gratis a New York? Ecco la mappa dei 15 locali adatti ai buongustai più squattrinati.</strong></em></p>
<p>Il sito specializzato <a href="http://ny.eater.com/archives/2011/03/freebies_map.php#pointmap" target="_blank"><strong>Eater.com</strong></a> svela la mappa dei 15 migliori locali della <strong>New York low cost</strong>, dove saziarsi e mangiare a volontà a suon di <strong>happy hour</strong>, <strong>consumazioni gratis</strong> e <strong>buffet</strong>. Si comincia con <strong>Rudy Bar and Grill</strong> (1), praticamente una istituzione in questo settore, che da decenni offre i suoi<strong> hot dog</strong> a chi si concede una birra in quel di <strong>Hell&#8217;s Kitchen</strong>.</p>
<p><span id="more-1557"></span><br />
Alla seconda posizione troviamo <strong>Agozar</strong> (2), nell&#8217;<strong>East Village</strong>, dove ogni giorno, dalle 17.00 alle 20.00, per ogni drink acquistato offre un ottimo assortimento di <strong>tapas omaggio</strong>. Già sazi? potete anche optare per il raddoppio e farvi offrire un altro drink!</p>
<p>Alla <strong>Toby’s Public House</strong> (3), nella Park Slope, ogni weekend dalle 16.00 alle 18.00 il bancone si riempie di formaggi, olive e focacce che costituiscono un aperitivo più che sostanzioso.</p>
<p>Squattrinati ma sempre <strong>trendy</strong>? Perchè non fare un salto all&#8217;<strong>Aurora Soho</strong> (4): ambiente esclusivo, cocktail, e un&#8217;ampia scelta di piatti rustici e dolci caserecci a disposizone per l&#8217;aperitivo, dalle 17.00 alle 19.00.</p>
<p>All&#8217; &#8220;<strong>Ancora Ristorante</strong>&#8221; (5) i più nostalgici potranno invece gustare <strong>specialità italiane</strong> (ma sarà una buona idea per un italiano a New York?!): ogni piatto di pasta uscirà dalla cucina accompagnato da<strong> antipasti e grappa offerti dalla casa</strong>. Italiani irriducibili? ecco altri due locali che propongono cucina italiana: <strong>Tarallucci e Vino </strong>(7), in Union Square, propone un&#8217;ottimo assortimento di snack e pizzette a partire dalle ore 16.00, per accompagnare l&#8217;aperitivo, mentre ai &#8220;<strong>Trulli</strong>&#8221; (9) trovereste certamente affettati, verdure, focacce e formaggi.</p>
<p>Se invece preferite qualcosa di più tipicamente USA, al <strong>Croxley Ales</strong> (6), ad Alphabet City, ogni venerdì durante l&#8217;happy hour u<strong>n litro di birra chiara</strong> viene offerto a 10 dollari, accompagnato da abbondanti porzioni delle classiche <strong>ali di pollo fritte</strong>, offerte anche al &#8220;<strong>Cupping Room Cafe</strong>&#8221; (13), a Broadway.</p>
<p>Nell’Upper West Side un buon locale è il &#8220;<strong>Dive Bar</strong>&#8221; (8): dalle cinque del pomeriggio pinte di birra scontate e <strong>souté di cozze gratuiti</strong>, per quanto l&#8217;abbinamento possa sembrare strano&#8230; &#8220;Levee&#8221; (10), nel quartiere di <strong>Brooklyn</strong>, offre invece birre e shots a prezzi scontati e palline al formaggio offerte dalla casa per aiutare a &#8220;reggere&#8221; la promozione.</p>
<p><strong>Iron Horse</strong> (11), nella Seaport Area, ha un&#8217;ottima offerta per le vostre domeniche nei dintorni di Brooklyn: <strong>per ogni bevanda alcolica</strong> acquistata (non in lattina), viene <strong>offerto un un hot-dog o un cheesburger supersize</strong>. Al confine della Midtown, troviamo invece il <strong>Crocodile Lounge</strong> (12) che per ogni drink servito offre pizza o torta rustica in porzioni abbondanti.</p>
<p>Preferite il <strong>cibo esotico</strong>? Al <strong>Yum Yum 3</strong> (658 9th Ave) (14), ristorante con cucina Thai e Vietnamita, ogni drink viene accompagnato da antipasti e stuzzichini, dalle 16.00 alle 20.00, ma l&#8217;offerta non è valida nei giorni di venerdi e sabato. In più, se preferite, al posto degli stuzzichi è possibile avere un secondo drink a prezzi scontati.</p>
<p>Concludiamo con un classico americano: la <strong>steakhouse</strong>. Da<strong> Keens Steak House</strong> una doppio malto o uno spritz sono sempre accompagnati da un <strong>buffet a base di polpette e bocconcini</strong>.</p>
<p>Fonte immagini: Ny.eater.com</p>
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		<title>LittleR Italy: l&#8217;avanzata di Chinatown</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 15:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Italiani a NY]]></category>
		<category><![CDATA[Chinatown]]></category>
		<category><![CDATA[Little Italy]]></category>
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		<description><![CDATA[È il New York Times a lanciare l&#8217;allarme: a Little Italy sempre meno italiani e sempre più cinesi. Il quotidiano della Grande Mela rivela che, in base a un censimento dello scorso dicembre, solo il 5% dei residenti nello storico quartiere simbolo della comunità italo-americana ha origini italiane, e nessuno di loro, per la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1553" src="http://beinnewyork.it/files/2011/02/Little-Italy.jpg" alt="Little Italy: l'avanzata di Chinatown" width="544" height="408" /></p>
<p><em><strong>È il New York Times a lanciare l&#8217;allarme: a Little Italy sempre meno italiani e sempre più cinesi.</strong></em></p>
<p>Il quotidiano della <strong>Grande Mela</strong> rivela che, in base a un censimento  dello scorso dicembre, solo il 5% dei residenti nello storico quartiere  simbolo della <strong>comunità italo-americana</strong> ha origini italiane, e nessuno di  loro, per la prima volta nella storia del quartiere, è nato in <strong>Italia</strong>. Ben altri tempi quelli in cui, nel lontano 1950, la metà dei dieci mila  abitanti di <strong>Little Italy</strong> aveva avi italici e ben uno su cinque era nato  nello &#8220;stivale&#8221;.</p>
<p><span id="more-1552"></span><br />
Unica fonte di italianità della zona sono rimasti i <strong>ristoranti </strong>e le  gastronomie di <strong>Mulberry </strong>e<strong> Grand Road </strong>dove gli italo americani, che ormai  si sono traferiti altrove, vengono ancora mangiare. Della migrazione  italiana verso altri lidi è testimone <strong>Ernesto Lepore</strong>, erede della  famiglia Lepore, che gestisce da ben cinque gerazioni la pasticceria  &#8220;Ferrara&#8221;, che conferma: &#8220;<em>Quando gli italiani si sono arricchiti hanno  traslocato a Queens o nel New Jersey e hanno venduto ai cinesi, che ora  vendono a malesi e vietnamiti</em>&#8220;.</p>
<p>La <strong>trasformazione </strong>del quartiere è in atto da tempo: infatti già nel  2009, l&#8217;<strong>89% dei residenti stranieri della zona era asiatico</strong>. Sempre nel  2009, due eventi &#8220;epocali&#8221;: un coreano vince la tradizionale gara dei  tenori organizzata dalla associazione di commercianti ed una immigrata  cinese, Margaret Chin, viene eletta rappresentante del distretto al  consiglio municipale di New York. &#8220;<strong>La piccola Italia sta diventando la  più piccola Italia</strong>&#8221; chiosa ironico il <strong>New York Times</strong>.</p>
<p>Fonte immagine: Atravelingdog.com</p>
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		<title>Apollo Theater di Harlem inaugura il nuovo Music Cafè</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 16:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[red rooster]]></category>

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		<description><![CDATA[La fine di un era: addio al celebre spettacolo di dilettanti per dar spazio a nuovi artisti nell&#8217;Apollo Music Cafè. L&#8217;Apollo Theater di Harlem è un istituzione di New York. Tutti, in qualche modo, ne hanno sentito parlare. Per i meno informati, si tratterebbe del celebre locale che ha lanciato gente del calibro di Jimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1549" src="http://beinnewyork.it/files/2011/02/apollo_theatre.jpg" alt="apollo_theatre" width="400" height="268" /></p>
<p><em><strong>La fine di un era: addio al celebre spettacolo di dilettanti per dar spazio a nuovi artisti nell&#8217;Apollo Music Cafè.</strong></em></p>
<p>L&#8217;<strong>Apollo Theater di Harlem</strong> è un istituzione di <strong>New York</strong>. Tutti, in qualche modo, ne hanno sentito parlare. Per i meno informati, si tratterebbe del celebre locale che ha lanciato gente del calibro di <strong>Jimi Hendrix</strong> e <strong>James Brown </strong>durante la &#8220;<strong>Notte dei dilettanti</strong>&#8220;, uno spettacolo che offre la possibilità a chiunque di esibirsi. Da <strong>venerdì 18 </strong>Febbraio, però, qualcosa <strong>cambierà.</strong></p>
<p><span id="more-1548"></span></p>
<p>Il celebre teatro si trasformerà in qualcosa di diverso grazie all&#8217;apertura del nuovo &#8220;<strong>Apollo Music Cafè</strong>&#8220;. Il nuovo spazio sarà più &#8220;<strong>intimista</strong>&#8221; e darà sempre spazio agli artisti emergenti, non più dilettanti. Il locale si prefigge così l&#8217;obiettivo di diventare il luogo di <strong>lancio di artisti d&#8217;avanguardia </strong>a livello internazionale.<strong> </strong></p>
<p><strong>Mikki Shepard</strong>, creatore del nuovo Cafè, commenta il cambio di rotta come &#8220;<em>uno stare al passo coi tempi</em>&#8220;. Il rischio però di stravolgere l&#8217;animo del quartiere e del locale è eleveato.</p>
<p>Nonostante la preoccupazione dei molti &#8220;fan&#8221; tradizionalisti,<strong> Harlem</strong> sembra vivere una <strong>seconda vita</strong>. Un tempo nota per i jazz club e la frenetica vita notturna, ora sembra riproporsi con un aria &#8220;<strong>intellettuale</strong>&#8221; grazie alla nascita, oltre del citato Cafè, anche di<strong> numerosi lounge bar </strong>e ristoranti come il celebre &#8220;Red Rooster&#8221;.</p>
<p>Fonte Immagine: Revelinnewyork.com</p>
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		<title>Da Milano a New York: La 5a giornata della lentezza</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 14:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Mondiale della Lentezza]]></category>
		<category><![CDATA[lentezza]]></category>
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		<description><![CDATA[È stata presentata ieri a Palazzo Marino la 5a Giornata Mondiale della Lentezza, manifestazione promossa dall’associazione culturale “L&#8217;Arte del Vivere con Lentezza” onlus in collaborazione con l’Assessorato al Turismo, Marketing territoriale e Identità del Comune, in programma il 28 febbraio. “Vivere con lentezza è un modo per riappropriarsi del proprio tempo e della  nostra città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1544" src="http://beinnewyork.it/files/2011/02/Giornata-Mondiale-della-Lentezza.jpg" alt="Da Milano a New York: La 5a giornata della lentezza" width="311" height="470" /></p>
<p><em><strong>È stata presentata ieri a Palazzo Marino la 5a Giornata Mondiale della  Lentezza, manifestazione promossa dall’associazione culturale “L&#8217;Arte  del Vivere con Lentezza” onlus in collaborazione con l’Assessorato al  Turismo, Marketing territoriale e Identità del Comune, in programma il  28 febbraio. </strong></em></p>
<p>“<em><strong>Vivere con lentezza</strong> è un modo per riappropriarsi del proprio tempo e  della  nostra città</em> – ha  commentato l’assessore al Turismo, Marketing  territoriale e Identità <strong>Alessandro Morelli</strong> -.<em> La manifestazione sarà  un’occasione per confrontarsi in maniera nuova e curiosa con la storia,  la memoria, l’identità, l’arte e l’architettura di <strong>Milano</strong>:<strong> rallentando i  nostri ritmi</strong> e alzando lo sguardo scopriremo una <strong>Milano </strong>nuova, fatta di  angoli sconosciuti e tesori d’arte e architettonici che spesso ci  sfuggono ma che portano con sé intatta l’essenza della nostra città</em>“.</p>
<p><span id="more-1543"></span></p>
<p>A <strong>Milano</strong>, la <a href="http://www.beturista.it/1044/28-febbraio-alcune-mete-per-la-v-giornata-mondiale-della-lentezza/" target="_blank"><strong>Giornata della Lentezza</strong></a> verrà anticipata a<strong> sabato 26  febbraio </strong>con una <strong>preview </strong>tutta dedicata al pubblico milanese. La zona  tra piazza <strong>San Babila</strong> e piazza <strong>Duomo </strong>si animerà delle più svariate  perfomance di strada: dal tradizionale appuntamento con i “vigili della  lentezza” muniti di “<strong>Passovelox</strong>” per multare i passanti frettolosi, alla  distribuzione dei “<strong>Comandalenti e Comandamori</strong>” con esortazione ad  applicarne almeno uno durante la giornata, dalla “<strong>Maratona Lenta</strong>”  all’Opera in Strada, dai Giochi di Strada dimenticati di Giorgio Reali,  alle dimostrazioni di <strong>Tai-Chi</strong>.</p>
<p><strong>Lunedì 28 febbraio</strong>, invece, la Giornata, dopo l’edizione 2008, torna a  <strong>New York</strong> per una settimana di eventi, come riconoscimento alle politiche  adottate dall’amministrazione cittadina per migliorare la qualità della  vita dei suoi abitanti. La città sarà premiata nella persona di <strong>Adrian  Benepe</strong>, Commissioner Park and Recreation Department, con una  realizzazione del designer Francesco Argenti. <strong>Multe ai passanti  frettolosi </strong>e videointerviste anche per i cittadini della<strong> Grande Mela</strong>,  oltre a iniziative in strada con soste lungo la via per riprendere il  gusto del tempo e molte altre attività “lente”, come la <strong>performance </strong>a <strong> Times Square</strong> di Liuba, che nel 2003 aveva organizzato una “<strong>lenta  camminata</strong>” per le strade di Milano, o il seminario alla <strong>New York  University</strong> sul tema “<strong>Ambiziosi e altruisti, ribelli della lentezza e  della felicità</strong>”, oppure la passeggiata di 8 miglia lungo l&#8217;Hudson River,  da South Street Seaport alla 72ma.</p>
<p>Infine, Opera in Strada a Union Square con i giovani cantanti d&#8217;Opera  del conservatorio Vittadini di Pavia; la regia è a cura del direttore  del Teatro Franco Parenti, Andrée Ruth Shammah. Già nel 2008, il Franco  Parenti partecipò alla Giornata con una performance di Vittorio Sgarbi  che intrattenne da mezzanotte in avanti centinaia di spettatori,  leggendo nove canti della Divina Commedia.</p>
<p>Fonte immagine: Mondoecoblog.com</p>
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		<title>New York, Richard Gere apre un relais d&#8217;eccezione</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 16:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Walking around]]></category>
		<category><![CDATA[bedford post inn]]></category>
		<category><![CDATA[richard gere]]></category>
		<category><![CDATA[san valentino]]></category>
		<category><![CDATA[yoga loft]]></category>

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		<description><![CDATA[Richard Gere, in un intervista a Traveller, parla della sua proprietà a pochi passi dalla Grande Mela. Richard Gere e consorte sono ora anche albergatori di un relais d’eccezione. La meta più romantica per San Valentino l’ha scovata Traveller, mensile di viaggio di Condé Nast, che descrive il Bedford Post Inn sul numero in edicola. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1539" src="http://beinnewyork.it/files/2011/02/Richard_Gere.jpg" alt="Richard_Gere" width="504" height="377" /></p>
<p><em><strong>Richard Gere, in un intervista a Traveller, parla della sua proprietà a pochi passi dalla Grande Mela.</strong></em></p>
<p><strong>Richard Gere</strong> e consorte sono ora anche albergatori di un <strong>relais d’eccezione</strong>. La meta più romantica per San Valentino l’ha scovata <strong>Traveller</strong>, mensile di viaggio di Condé Nast, che descrive il <strong>Bedford Post Inn</strong> sul numero in edicola. Un romantico rifugio, nel cuore della Contea di Westchester, appena fuori New York di proprietà dell’attore e della moglie.</p>
<p><span id="more-1538"></span></p>
<p>E che cosa abbia di <strong>speciale</strong> è lo stesso Gere a spiegarlo: &#8220;<em>Prima di tutto la sua storia. È uno dei <strong>pochi edifici</strong> della zona a essere sopravvissuto alla guerra d’indipendenza</em>”.</p>
<p>&#8220;<em>Abbiamo puntato su <strong>gastronomia</strong> e meditazione, le mie due <strong>grandi passioni</strong>&#8221; </em>continua Gere<em> &#8220;Per i due ristoranti ci siamo affidati allo chef Jeremy McMillan, mentre lo <strong>Yoga Loft</strong> è costruito con legname riciclato e affaccia su un giardino Zen: un angolo d’Oriente a un’ora d’auto da Manhattan. Ai nostri ospiti offriamo corsi di<strong> yoga</strong>, meditazione e <strong>Tai Chi</strong>, che sono tenuti da uno staff di maestri eccezionali. Un nome per tutti? Rita Trieger, una vera guru dello yoga terapeutico</em>&#8220;.</p>
<p>Fonte Immagine: Taramtamtam.com</p>
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